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Caratteristiche



Il lavoro quotidiano di ogni persona è sempre più assistito e guidato dai sistemi informativi. Alcune applicazioni sono considerabili “mission critical”, e un loro arresto o un loro mal funzionamento può mettere in crisi le performance di business. In questi casi si deve prevedere un piano che permetta di garantire una business continuty adeguata. Normalmente questo si traduce nel dover creare un’infrastruttura secondaria che, in caso di necessità, sostituisca la principale. Oltre ai costi correlati, vi sono poi problemi di manutenzione, obsolescenza e gestione che nel complesso sono molto onerosi.

Tradizionalmente il Disaster Recovery era posizionato nel layer fisico. I servizi di Disaster Recovery di Clouditalia, nati dalla partnership con Zerto, rappresentano il primo strumento di Disaster Recovery basato su Hypervisor. Clouditalia propone una replica totalmente virtuale dei propri ambienti, basata esclusivamente su tecnologia software. L'offerta si traduce in tre tipologie differenti di servizio:
  • DISASTER RECOVERY
  • DISASTER RECOVERY AS A SERVICE
  • PORTING

RPO = secondi
RTO = MINUTI

replica
virtuale

DISASTER RECOVERY

Disaster Recovery

Garantire la business continuity e conservare documenti e dati fondamentali per le aziende e la Pubblica Amministrazione significa essere in grado di prevedere l’imprevedibile. Questo è il senso dei servizi di disaster recovery geografico e in particolare del servizio di Disaster Recovery offerto da Clouditalia.
L’obiettivo finale del servizio, infatti, è slegare i temi inerenti alla sicurezza del datacenter dalle vicissitudini specifiche (calamitose ma non solo) di un territorio.
Il disaster recovery è una componente fondamentale all’interno delle attività volte a garantire la continuità operativa e per questo motivo occorre che sia strutturato tenendo conto di alcuni elementi imprescindibili:
  • Distanza tra i due siti – Clouditalia attesta le organizzazioni per cui è stato sottoscritto il sevizio di DR rispettivamente nei data center di Roma ed Arezzo, garantendo in questo modo anche l’ottemperanza delle disposizioni stabilite dal CNIPA “Quaderni n° 35, febbraio 2008, La continuità operativa nella pubblica amministrazione”.
  • Collegamento tra i due siti - La connessione tra i due siti di Disaster Recovery deve poter garantire un impatto minimo sia dal punto di vista delle normali attività di lavoro, che non devono essere impattate dal processo di allineamento dei due siti, che in caso di effettivo utilizzo del servizio di recovery. Nel caso specifico, le connessioni tra i due siti del DR sono realizzate su collegamenti DWDM dedicati:
    - collegamento diretto RM-AR (km 310)
    - collegamento RM-PI-AR (km 610)
Le tratte fra Roma e Arezzo sono realizzate tramite connessioni 10 Gbit/s in DWDM.
Le lambda 10 Gbit/s formano una magliatura tra i due Nexus 7000 in ognuno dei due siti, in modo che ogni Nexus veda gli altri due dell’altro sito con una via corta e una via lunga.
Il servizio di Disaster Recovery gestito da Clouditalia utilizza la tecnologia di Zerto ed è articolato tenendo in considerazione i seguenti aspetti:
  • politiche di sincronia: il servizio garantisce una RTO prossima ai 5 secondi e una RPO di pochi minuti
  • impatto sulle risorse in uso: il servizio di Zerto, lavorando sull’Hypervisor con una piattaforma esclusivamente software assicura un impatto minimo sulle risorse del sito di partenza
  • gestione granulare del servizio: con il servizio di DR di Clouditalia è possibile mettere sui due diversi siti anche una singola Virtual Machine
  • piattaforma di controllo: l’installazione e la gestione del servizio è garantita da una piattaforma accessibile via browser e consultabile da qualsiasi dispositivo connesso ad internet. La piattaforma garantisce il controllo in tempo reale dei due siti e consente di effettuare dei test periodici sulla organizzazione di recovery

DRAAS

DISASTER RECOVERY AS A SERVICE

La soluzione di Clouditalia permette di unire i vantaggi del cloud privato alla potenza e reattività della nostra infrastruttura. Non richiede interventi diretti sulla propria infrastruttura. L’unico requisito è l’installazione di un software sul proprio vCenter che funzionerà da orchestratore del servizio e che permetterà il controllo del servizio e del virtual data center in cloud.
Sulle singole virtual machine non sarà necessario installare nessun agent.
Il Servizio di Disaster Recovery as a Service crea un ambiente riservato e dedicato all’interno dei Data Center Clouditalia (come replica del Private Cloud).
La replica generata è continuamente allineata in modo gestibile e monitorabile dal cliente.
In caso di necessità è disponibile l’avvio automatico di tutto o una parte del proprio ambiente virtuale sui Data Center Clouditalia, sostituendo di fatto la propria infrastruttura interna con una erogata in cloud. Una volta risolta la causa del default si può prevedere un processo inverso che permette di riattivare le macchine locali partendo da quanto presente in cloud e mantenendo una allineamento totale non solo dei dati ma di tutta l’infrastruttura applicativa.

COME FUNZIONA


Il servizio prevede l’istallazione sul proprio vCenter di un software che permette il collegamento ai Data Center Clouditalia. Una console permette all’operatore di gestire direttamente tutte le policy di allineamento, replica, temporizzazione oltre alla selezione degli ambienti virtuali su cui attivare tale servizio (possibilità di agire fino alla singola virtual machine).
Non è necessario istallare nessun agent o software sulle singole virtual machine.

POLITICHE DI SINCRONIA


Attraverso una console è possibile decidere su quali macchine virtuali attivare il Disaster Recovery e definire quali siano le politiche di allineamento e di delay (variabile da 5 secondi a 24 ore).

ATTIVAZIONE DELL'AMBIENTE IN CLOUD


Nel caso in cui sia necessario riavviare una o più macchine sul proprio data center cloud è possibile intervenire autonomamente e decidere quale versione allinearsi. Avendo a disposizione un’immagine delle ultime 24 ore, può decidere di attivare il proprio ambiente in una qualsiasi delle immagini precedentemente sincronizzate.

AMBIENTE IN CLOUD


La replica sul data center Clouditalia è accessibile in ogni momento. Le macchine virtuali sono spente durante il normale funzionamento ma l’utente può accedervi, accenderle ed utilizzarle, anche in parallelo rispetto alle macchine attive in locale.

PORTING

PORTING

Spostare l’infrastruttura IT verso i datacenter Clouditalia suona come una decisione semplice da prendere.
Potrete gestire le risorse in maniera dinamica, approfittando della scalabilità che ti garantisce un datacenter in cloud e per di più pagando solo le risorse effettivamente utilizzate. Semplice è vero, ma non banale.
La decisone innanzitutto va ad impattare con la stesura di un piano di migrazione nel quale sin da subito si devono stabilire le modalità per gestire lo spostamento delle risorse, quale approccio utilizzare e quali rischi è necessario prendere in considerazione per gestire al meglio le criticità che eventualmente potrebbero presentarsi.
La soluzione proposta da Clouditalia è servirsi di Zerto, società leader nei servizi di Disaster Recovery e migrazione dei dati.

Il progetto di migrazione o porting prevede tre fasi:
  • rilevazione dei dati e delle prestazioni dell’infrastruttura di partenza
  • allestimento dell’infrastruttura di destinazione: definizione delle reti, delle organizzazioni IaaS e test dell’infrastruttura
  • porting: trasferimento dei dati, verifica dei log, modifica dei puntamenti IP, test generale per verifica definitiva dell’infrastruttura di destinazione

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